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Il Medioevo: un mondo senza fine per Ken Follett   (9/22/2007)

Il Medioevo? ''Un'epoca molto piu' dinamica di quanto si dica''. Parola di Ken Follett, prolifico scrittore inglese di best seller, che dedica il suo ultimo - lunghissimo - libro 'Mondo senza fine' (Mondadori; pp. 1367; euro 20) ad un periodo storico che, 18 anni fa, fu il tema di un suo grande successo 'I pilastri della terra'. Con dieci milioni di libri venduti, Follett si presenta oggi con un'opera ambiziosa che lascia i tradizionali impianti della spy story e del thriller, che gli hanno dato fama e ricchezza, per raccontare le vicende di quattro ragazzi, due uomini e due donne, accomunati dallo stesso segreto nella citta' inglese di Kingsbridge dei primi anni del 1300.

La loro storia nei quattro decenni successivi e' un grande affresco della Gran Bretagna della Guerra dei cento anni e dell'epidemia della Morte nera, avviluppata ai grandi contrasti tra innovatori e conservatori all'interno della Chiesa. ''Quando si pensa al Medioevo - dice Follett a Roma dove si trova per presentare il suo libro - si ha l'idea di un mondo chiuso, statico e immobile, in cui tutti fanno i contadini. Certamente una parte era questa, ma ce ne era anche un'altra, vitale, attiva e aperta al cambiamento. Anzi che lo sollecitava. Ed io ho provato a far rivivere questa seconda parte''. Ognuno di quei quattro ragazzi, oramai divenuti adulti- racconta Follett - si muove a suo modo in direzione del cambiamento e tenta di governarlo; anche quelli che lo fanno in modo meno positivo. Intorno al villaggio e al monastero di Kingsbridge e alle sue vicende, si cristallizza il contrasto tra due visioni due mondo: ognuna di esse si muove all'interno della Chiesa, l'unico centro dove si fa cultura.

''Sono un vecchio progressista - spiega lo scrittore - ed e' evidente che la mia simpatia va a quelli che si battevano, anche con posizioni radicali, per il progresso della cultura scientifica e della stessa religione''. Follett dice che il suo non e' ''un libro contro la Chiesa'', bensi' contro quelle parti della Chiesa che allora si muovevano per frenare il cambiamento. Non a caso di quei quattro ragazzi, Follett ama Merthin e Caris: il primo e' il geniale progettista del ponte in pietra del villaggio, la seconda e' una donna tenace, grande commerciante di tessuti, capace delle piu' ardite sperimentazioni tecniche. tanto ardite che sara' considerata una strega e rinchiusa in convento. Da dove uscira' per diventare l'anima dell'ospedale del villaggio squassato dall Peste nera. Inevitabile la loro storia d'amore.

''Se quei radicali non avessero vinto - sottolinea Follett che - saremmo ancora spaventosamente indietro nella ricerca scientifica''.