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Un elogio del precariato: "Come salvarsi dal posto fisso" di Massimo Sideri   (9/21/2007)

In un periodo in cui la discussione sul mondo del lavoro e' monopolizzato dal problema del precariato, Massimo Sideri, giornalista economico del Corriere della Sera, ha presentato oggi, a Milano, il suo libro dal titolo provocatorio: 'Come salvarsi dal posto fisso. Elogio del precariato a uso degli assunti a tempo indeterminato'. Un pamphlet semiserio che, nelle intenzioni dell'autore, vuole aprire un dibattito meno ingessato sui contratti.

Il testo, una sorta di commedia degli equivoci, scritto ''con uno stile alla Woody Allen'' e nato quando Sideri rinnovava ''un contratto dietro l'altro''. ''Non e' ne' un'apologia del precariato, ne' una demonizzazione del posto fisso - spiega l'autore - ma la volonta' di cercare una terza via. La flessibilita' e' un tema molto dibattuto, ma mi sembra che ci si dimentichi dei veri problemi dei precari, che non sono i ventenni, bensi' i quarantenni che, una volta usciti dal mondo del lavoro, non riescono piu' a rientrare''.

Nel libro esce un Paese in cui la cultura dominante esprime una visione della vita centrata sulla meta della firma sul contratto, dimenticando le problematiche, come l'insoddisfazione cronica, che colpisce chi si accontenta di un lavoro a tempo indeterminato senza seguire la strada, spesso piu' rischiosa, del soddisfacimento dei propri desideri e potenzialita'. ''Cosi' si ha una societa' che si ferma, che si ingessa - continua Sideri -, perche' nessuno fa il 'suo' lavoro. La questione e' che il contratto a tempo e' visto come di serie B e viene pagato meno, mentre dovrebbe essere il contrario: chi rischia, infatti, accettando un lavoro non garantito, dovrebbe ricevere di piu'''. Sideri, quindi, in attesa di un sistema che garantisca, sull'esempio dei mercati del lavoro di altri Paesi, una maggiore mobilita', descrive la sua ricetta (''assolutamente individualista''): ''Un dipendente dovrebbe essere un Organismo geneticamente modificato - conclude - con lo spirito del precario nel posto fisso e non rinunciare a pensare di cambiare per seguire i propri sogni, anche rinunciando ai benefit''.